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Antoine Laurent Dantan

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Jean-Pierre Dantan, Portait de Dantan l’Aîné ornant sa tombe au cimetière du Père-Lachaise à Paris.
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Antoine Laurent Dantan, dit Dantan l’Aîné, né le 8 décembre 1798 à Saint-Cloud où il est mort le 25 mai 1878, est un sculpteur français.
Il est le frère de sculpteur caricaturiste Jean-Pierre Dantan, dit « Dantan le Jeune ».

Formé, comme son frère Jean-Pierre après lui, par l’apprentissage auprès de son père sculpteur sur bois, Antoine Laurent Dantan entre à l’École des beaux-arts de Paris en 1816 et y suit les cours du sculpteur François-Joseph Bosio avant d’être récompensé par le prix de Rome en 1828.
Il reste surtout comme l’auteur de statues de style académique ornant certains monuments des villes de France, par exemple les statues de Jacques Lemercier et de Philippe Delorme pour la Cour du Palais du Louvre ou la statue de l’archange Raphaël pour l’église de la Madeleine à Paris.
On lui connaît également des œuvres conservées au musée du Louvre : Jeune baigneur jouant avec un chien (groupe en marbre de 1833) et l’Ivresse de Silène (bas-relief, marbre, Salon de 1868).
Il a réalisé aussi des statuettes de 20 à 60 cm en marbre ou en bronze comme le buste de Charles X en 1824, un petit buste de Bellini en 1832 ou encore la Jeune Napolitaine au tambourin.
Il meurt le 25 mai 1878 et est enterré au cimetière du Père-Lachaise à Paris (division 4), comme son frère, dans la concession familiale décorée par les deux frères (médaillons de Dantan Père et Dantan jeune par Antoine-Laurent et médaillons de Mme Dantan et de Dantan l’aîné par Jean-Pierre).
La lignée artistique des Dantan s’est prolongée avec Édouard Joseph Dantan, peintre connu pour des œuvres comme l’Atelier du sculpteur, Un entracte à la Comédie-Française ou Un coin du Salon.
Madame de Mirbel (1852), Amiens, musée de Picardie.
Jeune Baigneur jouant avec un chien (1833), Paris, musée du Louvre.
Alexandre Antoine Hureau, baron de Senarmont, château de Versailles, galerie des Batailles.
Jacques Desjardins, château de Versailles, galerie des Batailles.
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Ruslans Sorokins

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Ruslans Sorokins (* 11. März 1982 in Riga) ist ein lettischer Beachvolleyballspieler.
Sorokins belegte 2002 bei der Junioren-Weltmeisterschaft in Catania mit Tomass Marnics den neunten Rang. Ab 2003 bestritt er mit Andris Krūmiņš diverse internationale Turniere. 2006 hatte er die ersten gemeinsamen Auftritte mit Aleksandrs Samoilovs. In den nächsten Jahren spielte er mit wechselnden Partnern. In Kristiansand trat er 2008 erstmals wieder mit Samoilovs an. Bei der WM 2009 in Stavanger kamen Samoilovs/Sorokins als Gruppenzweiter in die KO-Runde und im Achtelfinale gelang Rogers/Dalhausser die Revanche. Im gleichen Jahr erreichten sie das Endspiel der Kristiansand Open. 2010 schafften sie diverse neunte Plätze bei Grand Slams und Open-Turniere. Im Achtelfinale der EM in Berlin konnten sie die aktuellen Weltmeister Brink/Reckermann bezwingen, bevor sie gegen die Österreicher Doppler/Mellitzer verloren und Fünfter wurden. 2011 erreichten sie die erste Hauptrunde der WM in Rom und scheiterten im Tiebreak an den Brasilianern Ferramenta/Pedro. Bei den Olympischen Spielen 2012 in London belegten Samoilovs/Sorokins den neunten Platz.
2013 spielte Ruslans Sorokins zusammen mit Toms Šmēdiņš. Bei der WM in Stare Jabłonki schieden Sorokins/Šmēdiņš trotz eines Sieges über die Niederländer Spijkers/Varenhorst nach der Vorrunde aus. 2014 ist Edvarts Buivids Sorokins neuer Partner.

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Athletic Club

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L’Athletic Club, conosciuto erroneamente anche come Athletic Bilbao, è una società calcistica spagnola con sede a Bilbao, situata nella provincia di Biscaglia, nei Paesi Baschi; milita nella massima serie del campionato spagnolo.
È uno dei tre club spagnoli a non essere mai retrocesso e ad aver partecipato a tutte le edizioni della Primera División (record condiviso con il Real Madrid e con il Barcellona). È inoltre una delle formazioni più vincenti del calcio spagnolo potendo annoverare nel suo palmarès 8 campionati, 23 Coppe del Re e 2 Supercopa de España.
A livello europeo i migliori risultati conseguiti sono stati il secondo posto in Coppa UEFA nel 1976-77, ottenuto perdendo la finale contro la Juventus per la regola dei gol in trasferta (sconfitta per 0-1 a Torino, successo per 2-1 a Bilbao), ed il secondo posto in UEFA Europa League nel 2011-2012, con sconfitta subita dall’Atlético Madrid per 3-0 nella finalissima. In precedenza aveva perso la finale della Coppa Latina nel 1956 contro il Milan.
Il club è noto per la sua politica di tesseramento di soli giocatori che siano baschi o di origini basche (sia di Hegoalde che di Iparralde), oppure che si siano formati nelle giovanili di un club basco. Tuttavia, per mantenere la sua internazionalità, l’Athletic ha conservato la h nel suo nome per sottolineare la sua origine britannica (tranne nel periodo franchista in cui fu obbligato a sostituire la parola Athletic con Atlético per nazionalizzare il nome) e tessera spesso allenatori non baschi. A inizio 2010 un sondaggio compiuto tra i tifosi dell’Athletic da parte della dirigenza circa la possibilità di tesserare giocatori stranieri (cambiando le regole di tesseramento), ha portato ad un 94% di risposte negative, confermando l’attaccamento dei tifosi alla nota tradizione del club. Un secondo sondaggio relativo ad un’eventuale possibilità di tesserare giocatori “oriundi” (stranieri con origini basche), ha portato ad un 52% di risposte affermative, ma solo se di prima generazione (con genitori o nonni baschi) oppure che abbiano iniziato a giocare nelle giovanili di squadre basche oppure con provata fede calcistica rojiblanca.
La cantera dell’Athletic è uno dei più importanti settori giovanili d’Europa. Tra i giocatori più talentuosi fatti esordire negli ultimi anni spiccano i nomi di Andoni Iraola, Asier del Horno, Fernando Amorebieta, Fernando Llorente, Ander Iturraspe, Iker Muniain, Aymeric Laporte e Iñaki Williams.
Negli anni 2000 il fatturato del club, una delle poche società calcistiche spagnole a non essere una Sociedad Anónima Deportiva, è arrivato a 58,6 milioni di euro.
I giocatori dell’Athletic Club sono noti come Rojiblancos, dal colore della loro divisa, o come Los Leones, in quanto lo stadio di San Mamés è costruito vicino a una chiesa dedicata a Mamés (conosciuto in Italia come Mamante), un antico cristiano che i Romani diedero in pasto ai leoni, i quali, però, si rifiutarono di mangiarlo.

La storia dell’Athletic Club non può prescindere dalla situazione presente in Biscaglia alla fine del XIX secolo. Durante questo periodo nel porto di Bilbao giungevano numerose navi provenienti dal Regno Unito cariche di materie prime necessarie alla fiorente industria biscaglina. Insieme con le materie prime giungevano in Spagna anche numerosi tecnici e lavoratori inglesi, portando con loro la propria cultura. In un progetto di scambio culturale i giovani bilbaini della borghesia si recavano nel Regno Unito per studiare nei prestigiosi college inglesi, apprendendo così la cultura inglese.
Questo continuo interscambio culturale fece sì che si importasse in Biscaglia uno sport tipicamente inglese, il foot-ball, che si aggiunse agli sport baschi tipici della zona, che all’epoca erano gli unici conosciuti e praticati. La curiosità per questo nuovo sport presto si trasformò in passione e in breve tempo nacque la prima squadra cittadina, il Bilbao Foot-ball Club.
Il diffondersi del nuovo sport non si fermò qui e presto divenne un fenomeno regionale tanto da far nascere, nel 1898, il primo club basco, l’Athletic Club. Nel febbraio del 1901 vennero redatte le regole di gestione del club che furono accettate e rese effettive l’11 giugno. Dopo aver ricevuto il permesso dal governo civile il club divenne effettivo il 5 settembre 1901 con 33 membri fondatori e un presidente, Luis Márquez Marmolejo.
Inizialmente ci fu rivalità con il già esistente Bilbao Foot-ball Club, ma poi le due società decisero di unirsi creando una formazione chiamata Bizkaia. Questa squadra vinse la prima coppa nazionale nel 1902 sconfiggendo il Barcelona per due reti a una.
Gli inizi della storia dell’Athletic Club sono fatti di vittorie. Infatti i primi anni della sua storia la squadra vince di nuovo il campionato spagnolo oltre ad altri tornei, come ad esempio la Coppa di Biscaglia, e numerose amichevoli. Una data storica è quella che vede per la prima volta i giocatori dell’Athletic Club vestirsi di rojiblanco, ovvero di rosso e bianco. Questa data è il 9 gennaio 1910 e questi colori accompagneranno il Club per sempre.
Durante gli anni seguenti il calcio si diffonde a macchia d’olio e il numero di tifosi dell’Athletic aumenta vertiginosamente. Il presidente di quegli anni decide, quindi, di costruire uno stadio che possa ospitare le partite casalinghe del Club e una discreta parte di tifosi che volessero assistere alle partite. La zona prescelta è quella tra la Gran Via e l’asilo San Mamés. Il progetto del nuovo stadio fu affidato all’architetto Manuel María Smith e i lavori incominciarono il 20 gennaio 1913. L’impianto prevedeva 3500 posti a sedere e fu inaugurato il 21 agosto 1913 alla presenza del re Alfonso XIII. Gli venne dato il nome di San Mamés.
Dopo aver vinto la Coppa di Biscaglia per tre volte consecutive (di cui l’ultima nel 1916), l’Athletic cade in un periodo di disgrazia, dovuto anche allo scoppio della prima guerra mondiale che costrinse l’allenatore (di nazionalità inglese) ad abbandonare il Club per tornare in patria. L’arrivo di Frederick Pentland come nuovo allenatore dei rojiblancos nel 1922 porta, oltre a un periodo di successi, anche ad alcune innovazioni, come l’allenamento fisso quotidiano e il pagamento di uno stipendio per i giocatori che vestono la maglia dell’Athletic. La stagione 1928-29 vede nascere la prima lega spagnola formata da 10 squadre e il relativo primo campionato nazionale. Ad imporsi è il Barcelona, ma l’Athletic è la squadra che segna il maggior numero di gol. La seconda stagione vede l’Athletic fare la prima doppietta spagnola della storia: vince campionato (senza essere mai sconfitto) e coppa nazionale. La direzione di Pentland porta numerosi successi e vittorie di goleada, tra cui il record storico di più larga vittoria per 12-1 contro il Barcelona.
Dopo tre anni senza gare ufficiali l’Athletic necessita di essere ricostruito da zero. Gli ultimi anni degli anni trenta sono, quindi, un periodo di transizione in cui viene lentamente costruita una grande squadra con acquisti come Zarra e Panizo. Nel 1941 un decreto governativo impedisce qualsiasi denominazione che non sia di lingua spagnola. Per questo motivo il nome della società passa da essere Athletic Club ad essere Atlético de Bilbao.
La stagione 1942-43 vede i rojiblancos tornare alla vittoria con un’altra doppietta, trionfando in campionato e in coppa. È la quinta vittoria in campionato e questo gli dà il diritto di conservare il trofeo. Fino al 1950, inoltre, l’Athletic vince altre 4 coppe. Durante il mondiale di Brasile del 1950 Zarra diventa un eroe nazionale dopo aver segnato il gol del definitivo 1-0 contro l’Inghilterra.
Gli anni cinquanta non iniziano molto bene per l’Athletic, anche a causa di continui cambi in panchina. Cambi che durarono fino all’ingaggio di Ferdinand Daučík, allenatore slovacco, famoso per la sua linea d’attacco, composta da Iriondo, Venancio, Zarra, Panizo e Gaínza. Grazie alla guida del nuovo allenatore l’Athletic vince in due anni due coppe e un campionato e partecipa, per la prima volta, nel 1956 ad una competizione europea.
Il 20 settembre 1956 gioca la sua prima partita in Europa: si tratta della Champions League (all’epoca conosciuta come Coppa dei Campioni). Dopo un prestigioso successo contro gli ungheresi della Honvéd, con l’incontro di ritorno disputato a Bruxelles invece che a Budapest per l’invasione dell’esercito sovietico successivo alla rivoluzione ungherese, viene eliminata ai quarti di finale dal Manchester United dopo il doppio confronto vinto in casa dall’Athletic per 5-3 e perso all’Old Trafford per 3-0. L’anno successivo vince un’altra coppa nazionale.
Nel 1962 viene tesserato colui che diventerà un’autentica bandiera per l’Athletic Club, José Ángel Iribar. Egli vestirà la maglia rojiblanco per 18 stagioni consecutive e concluderà la carriera nel club. Al 2012 è il giocatore dell’Athletic con più presenze all’attivo; in tutto sono 614, contando campionato e coppe, sia nazionali che europee. Il 28 aprile 1962 vengono inaugurate le illuminazione elettriche al San Mamés.
Gli anni sessanta e settanta sono poveri dal punto di vista delle competizioni. L’Athletic si afferma solo due volte nella coppa nazionale e non riesce a vincere nessun altro titolo. Dal punto di vista societario il 1973, a 75 anni dalla fondazione, avviene il primo congresso dei Peñas del Athletic, ovvero i supporters della squadra. Quattro anni più tardi l’Athletic si avvicina al suo più importante titolo in campo internazionale. Riesce, dopo aver sconfitto squadre come il Milan di Capello e Albertosi e il Barcellona di Cruijff, ad arrivare alla doppia finale di Coppa UEFA contro la Juventus. Perde a Torino per 1-0 e si impone al San Mamés per 2-1, ma la differenza delle reti segnate in trasferta è a favore dei bianconeri che si aggiudicano la coppa Uefa.
Dopo la fine della stagione 1976-77 inizia un periodo poco brillante sia per il gioco,sia per i risultati poco edificanti.In campionato non ottiene più risultati degni di nota, in coppa si fa addirittura battere dal Castilla, filiale di segunda del Real Madrid e ottiene una sonora sconfitta per 7-1 al Camp Nou contro il Barcellona. Tutto questo prima del 1980, anno nel quale il San Mamés viene selezionato come uno degli stadi ospitanti le partite del mondiale di Spagna del 1982.
Oltre a questo, la stagione successiva diviene un’altra stagione chiave nella storia dei rojiblancos; la panchina viene affidata a Javier Clemente, precedentemente allenatore della squadra B. Egli rende il gioco dell’Athletic più appassionante e divertente e inoltre inserisce molti giovani nelle file della prima squadra che, con l’aiuto dei veterani già presenti, divengono essi stessi una colonna portante della squadra negli anni futuri. Il primo anno porta l’Athletic in quarta posizione, che gli vale un posto in Coppa UEFA.
La stagione 1982-83 vede l’Athletic laurearsi, dopo 27 anni, campione di Spagna. Il campionato è segnato da una lotta serrata tra l’Athletic e il Real Madrid che si decide in favore dei baschi solo all’ultima giornata, quando i rojiblancos vincono a Las Palmas e il Real perde 1-0 a Valencia. Il titolo vinto porta nelle strade circa un milione di appassionati in tutta la Biscaglia per festeggiare il successo. La squadra percorre su una barca (battezzata Athletic) il fiume Nervión dove riceve il plauso dei tifosi posizionati su entrambe le sponde.
L’anno successivo l’Athletic bissa la vittoria in campionato, con l’aggiunta della conquista della coppa dopo aver sconfitto per 1-0 il Barcelona in finale. La partita è tristemente nota per lo scontro tra i giocatori a fine partita, tra i quali Maradona. Anche questa volta, la doppietta in campionato e coppa fa scatenare la festa in tutta la Biscaglia.
Dopo queste due stagioni inizia un nuovo periodo di transizione in cui l’Athletic oltre a sfruttare il proprio vivaio, inizia anche ad acquistare giocatori da altri clubs, arrivando a pagare anche la cifra record di 300 milioni di peseta (nuovo record) per Lorenzo Juarros. La situazione non migliora e, dopo vari avvicendamenti in panchina, nel 1990 torna Clemente, il cui ritorno non restituisce al club i fasti di otto anni prima e viene esonerato a metà stagione.
Dopo altri cambi di panchina giunge nell’estate del 1992 il tedesco Jupp Heynckes il quale “pesca” dal vivaio dell’Athletic nuovi giocatori da far esordire in prima squadra, tra i quali Julen Guerrero. La direzione del nuovo tecnico porta dei discreti risultati, come un ottavo posto e la qualificazione alla Coppa UEFA. Alla fine del suo contratto, però, decide di non rinnovare e lascia il club nel 1994.
La stagione successiva è una delle più difficili nella storia del club. Dopo l’acquisto (non senza polemiche) di Joseba Etxeberria dalla Real Sociedad per 550 milioni di pesetas, la squadra è costretta a lottare per non retrocedere, ottenendo la salvezza solo all’ultima giornata di campionato.
Dal 1996 al 2000 il nuovo tecnico è Luis Miguel Fernández. Durante la sua panchina l’Athletic acquista nuovi giocatori come Ismael Urzaiz, José Mari e Bixente Lizarazu. In generale anche l’Athletic diviene un club che si interessa nella compravendita dei giocatori come vuole il calcio moderno; unica differenza, però, è la scelta di acquistare solo giocatori di scuola calcistica basca, ovvero tutti quelli che hanno iniziato la loro carriera giovanile in squadre di una delle sette province storiche di Euskal Herria, oppure giocatori di origini basche.
Nel 1998 l’Athletic Club festeggia il suo centenario con la qualificazione alla Champions League. Oltre al piano sportivo, il centenario viene festeggiato in vari modi tra i quali un concerto di Luciano Pavarotti al San Mamés, un’amichevole casalinga contro il Brasile e una carovana in viaggio per vari luoghi della Biscaglia. Le due stagioni successive, però, sono molto altalenanti e prive di successi, sia in campo nazionale che internazionale.
Gli anni più recenti dell’Athletic hanno visto il club posizionarsi sempre a metà classifica, senza più vincere titoli e qualificandosi solo una volta per la Coppa UEFA. Al di fuori dei risultati sportivi, un avvenimento importante è accaduto nel 2006. Nel settembre di quell’anno, infatti, per la prima volta nella storia del club, è stata eletta una presidentessa donna: si tratta di Ana Urquijo Elorriaga, agente immobiliare di Bilbao e socia del club fin dal 1969. È rimasta in carica fino al 12 luglio 2007, giorno in cui è stato eletto nuovo presidente Fernando García Macua.
Nell’estate tra la stagione 2007-08 e 2008-09, l’Atlethic firma per la prima volta in 110 anni di storia un contratto triennale (poi rinnovato) con uno sponsor, la compagnia petrolifera basca Petronor, che va a “sporcare” la maglia. Nel 2009 l’Athletic, guidato dal tecnico Caparros, riesce ad ottenere il grande risultato di arrivare in finale di Coppa Del Re contro il Barcellona, dove viene però battuto 4-1, dopo l’inutile vantaggio siglato da Toquero.
Nella stagione 2011-12 la squadra basca, sotto la guida di Marcelo Bielsa, ritorna a scrivere importanti pagine di storia raggiungendo la finale sia di Copa del Rey (eliminando in semifinale la sorpresa Mirandes), che in Europa League. Nella competizione europea elimina fra gli altri il Manchester United, lo Schalke 04 e lo Sporting Clube de Portugal, approdando in finale dopo 35 anni, nella quale viene sconfitta dai connazionali dell’Atletico Madrid di Simeone per 3-0. Il 25 maggio 2012 l’Atlethic viene sconfitto per 3-0 anche nella finale di Coppa del Re dal Barcellona dell’ormai ex allenatore Guardiola. La stagione 2012-2013 è stata meno brillante rispetto agli anni precedenti, è giunto al 12º posto in campionato ed è rimasto fuori dalle Coppe Europee. Nell’Europa League 2012-2013 è stato eliminato nella fase a gironi.
Nella stagione 2013-2014 con un sorprendente quarto posto in campionato il Bilbao (guidato da Ernesto Valverde) conquista i preliminari di Champions League ritornando così nella massima competizione europea dopo 16 anni d’assenza. Il 27 agosto 2014 l’Athletic grazie al pareggio esterno per 1-1 e al successo casalingo per 3-1 imposto al Napoli accede alla fase a gironi di Champions League 2014-2015 che tuttavia non riesce a superare. Il terzo posto nel girone garantisce l’accesso ai sedicesimi di Europa League dove viene eliminato dal Torino, capace di vincere per 3-2 al San Mamés dopo aver pareggiato per 2-2 all’andata. Raggiunge inoltre la finale di Coppa del Re, persa con il Barcellona.
Il 17 agosto 2015, dopo aver vinto la finale d’andata per 4-0 al San Mamés, l’Athletic Club torna a vincere un trofeo dopo trentuno anni, pareggiando 1-1 contro il Barcellona al Camp Nou nella finale di ritorno della Supercopa de España.
Si gioca solo la coppa nazionale
Gioca nella coppa nazionale e nel campionato regionale Basco
Soppressione del campionato Basco
Originariamente, la maglia dell’Athletic Club era bianca e blu. Nel 1910 adottarono i colori rosso e bianco. Non si sa con esattezza quale fosse il motivo, ma ci sono tre ipotesi: la prima vuole che abbiano adottato la combinazione di colori della squadra del Southampton, cioè maglia a strisce verticali rosse e bianche, pantaloncini neri e calzettoni bianco-rossi, in quanto i fondatori britannici provenivano principalmente da questa città; la seconda vuole che alcuni membri dell’Athletic Club furono mandati in Inghilterra per comprare le maglie bianco-blu, ma, non trovandole, abbiano ripiegato sulle maglie rosso-bianche; la terza vuole che la combinazione di strisce rosso-bianche fosse la più economica di tutte, poiché era la stessa usata per foderare i materassi.
L’unica cosa certa è che fu l’Atlético de Madrid, squadra fondata da studenti baschi emigrati a Madrid, a cambiare per prima dalla combinazione bianco-blu alla combinazione rosso-bianca e per questo furono soprannominati Los Colchoneros (I fabbricanti di materassi).
L’Athletic Club è stata una delle poche squadre che non ha avuto il logo di uno sponsor sulla sua maglietta fino al 2008. L’unica eccezione era stata fatta per la Coppa UEFA 2004-05, durante la quale sulle magliette venne scritta la parola EUSKADI, in verde, per sponsorizzare il governo basco. L’UEFA impose, però, che la maglia fosse usata anche in una competizione nazionale e quindi l’Athletic Club la sfoggiò anche per la Copa del Rey, in modo da mantenere immacolata la maglia della Liga.
Nel 2001 l’Athletic Club fonda un proprio marchio, la Marca Athletic. Fino alla stagione 2008-09 i baschi indossano i vestiti e le divise da gioco di tale marchio, ma nel febbraio 2009 la dirigenza firma un contratto con la marca inglese Umbro per la fornitura di divise da gioco e vestiario per le stagioni seguenti. La Marca Athletic veste comunque alcune squadre basche di categorie inferiori e continua a produrre merchandising dell’Athletic.
Fece discutere una divisa del 2005, disegnata dall’artista Dario Urzay, per celebrare il centenario del club, composta da singolari macchie rosse. La divisa, non particolarmente apprezzata e decisamente eccentrica oltre che lontana dalle maglie storiche del club, fu ironicamente appellata maglia ketchup ed è considerata una delle peggiori mai viste nei campi di calcio. Nonostante ciò, la maglia è stata molto ben considerata dalle persone legate al mondo dell’arte e, come tale, fa parte della collezione ARTIUM (Vitoria-Gasteiz), dove è stata esposta nel 2009.
L’Athletic, come maglie di trasferta ebbe tra vari colori una blu (usata tradizionalmente negli anni 70-inizi degli anni 90), una metà bianca e metà blu, ricordando la prima maglia della società, una rossa (indossata nel 1989), una nera negli anni 2000 e attualmente una verde con dettagli rossi e bianchi, a ricordare la Ikurrina.
L’inno dell’Athletic Club è stato composto nel 1983 dal maestro Feliciano Beobide, con riadattamento di Carmelo Bernaola. Il testo è interamente in basco, a differenza dei precedenti inni risalenti al 1913 ed al 1950 il cui testo era in spagnolo. Il testo è stato scritto da Juan Antón Zubikarai.
L’inno originale è stato eseguito dal coro della ABAO (Asociación Bilbaina de Amigos de la Ópera – Associazione Bilbaina degli Amici dell’Opera) È stata anche incisa una versione punk rock dal gruppo M.C.D.
L’Athletic Club disputò le sue partite interne allo Stadio San Mamés. La prima pietra fu posta il 20 gennaio 1913 e fu successivamente inaugurato il 21 agosto dello stesso anno in una partita contro il Racing de Irún. Pichichi fu il primo giocatore a segnare un gol al San Mamés. Su questo campo, l’8 febbraio 1931, l’Athletic Bilbao guidato da mister Pentland riuscì ad imporsi sul Barcellona per 12-1, di fatto la vittoria più ampia della Liga spagnola. Nella stessa partita, l’attaccante basco Bata realizzò 7 reti, stabilendo un altro record.
Lo stadio subì diverse ristrutturazioni volte ad aumentarne la capienza e coprire gli spalti, per esempio tra febbraio 1952 e marzo 1953 sulla tribuna principale è stata installata una struttura metallica che ha permesso la rimozione delle colonne, con un conseguente miglioramento della visibilità. Inoltre, subì pesanti opere di ristrutturazione in vista del Campionato mondiale di calcio 1982.
Nel 1997 sono state eliminate le barriere che separavano il pubblico dal campo e sono stati rimossi i posti in piedi, per soddisfare le norme imposte dalla UEFA. La capacità è stata così ridotta a 40.000 posti. Il 6 dicembre 2012 si è disputata l’ultima gara europea al San Mamés, contro lo Sparta Praga, valida per l’Europa League. L’ultima partita di campionato, ha visto invece i baschi fronteggiare il Levante, il 26 maggio 2013.
L’impianto è stato demolito nel giugno delle stesso anno. A fianco è stato costruita la nuova casa dell’Athletic, che porta lo stesso nome del precedente impianto, ma viene identificato come San Mamés Barria. I lavori avevano precedentemente avuto il là tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010, per essere completati nel 2013. A livello europeo, risulta essere uno stadio a 5 stelle UEFA, avente una capienza di 53.289 posti. La prima partita disputata nel nuovo stadio è data 16 settembre 2013. I baschi vinsero di misura contro il Celta Vigo.
Le due squadre “riserve” e le formazioni della cantera, hanno come quartier generale il centro tecnico di Lezama, situato nel municipio di Lezama, nella provincia di Biscaglia, a meno di quindici chilometri dalla città di Bilbao.
Dati ricavati dal sito ufficiale del club.
Il settore giovanile, soprannominato cantera, è composto da quattro squadre maschili che prendono parte ai campionati delle categorie Alevines, 11 e 12 anni, degli Infantiles, 13 e 14 anni, dei Cadetes, 15 e 16 anni, e dei Juveniles, 17 e 18 anni. Alle ultime due categoria l’Athletic Club partecipa con due formazioni per campionato.
Dati aggiornati alla fine della stagione 2011/12.
Nella Liga
Campionati disputati
Statistiche aggiornate alla stagione 2013/2014.
Presenze totali
Gol totali
L’Athletic conta 44 117 soci e 429 club ufficiali. La tifoseria dell’Athletic, conosciuta anche come «la afición de San Mamés», è famosa in Spagna per il grande ambiente del suo stadio, specialmente nelle partite importanti. La tradizione vuole che durante il periodo antecedente a match particolarmente importanti, i cittadini di Bilbao e della sua provincia adornino i propri balconi, le vetrine dei negozi, i bar e gli altri esercizi commerciali con bandiere e oggetti aventi i colori biancorossi.
È molto comune che la tifoseria si riunisca in massa per sostenere la squadra prima di una partita di grande importanza, come ad esempio successo prima degli ottavi di finale dell’Europa League-2012 contro il Manchester United o prima della semifinale di Copa del Rey nel 2009 contro il Siviglia, quando centinaia di sostenitori baschi aspettarono la partenza in autobus che avrebbe condotto la squadra allo stadio. Nel marzo 2012, ben 8.000 tifosi hanno seguito la squadra a Manchester per assistere alla gara valida per gli ottavi di finale di Europa League, stabilendo così un record.
Nel tempo, la tifoseria dell’Athletic ha ricevuto segni di stima da molti personaggi del mondo del calcio, come ad esempio l’ex portiere Andoni Zubizarreta o il presidente del Barcellona Sandro Rosell. Anche il cantante Manu Chao, nel videoclip della canzone Mr Bobby, appare con una maglia dell’Athletic. Inoltre la tifoseria basca venne premiata dal quotidiano Marca come miglior tifoseria della stagione 2010-2011.
Il Real Madrid, il Barcellona e la Real Sociedad sono le rivali storiche dell’Athletic. Con le prime due soprattutto si è contesa molti campionati e coppe, tanto che i loro incroci sono considerati un classico nella Liga. Con la Real Sociedad esiste una rivalità particolare: quando le due si incontrano disputano il Derby Vasco; esiste una certa rivalità anche con Osasuna e Deportivo Alavés.
Rosa e numerazione sono aggiornate al 4 febbraio 2016.
Dal sito ufficiale del club.
Il Bilbao Athletic è la più importante delle squadre affiliate all’Athletic Club. Affonda le sue radici nel periodo post-guerra civile spagnola, ma la squadra moderna è stata fondata nel 1964. Squadra di categoria inferiore, rappresenta un trampolino di lancio per i giocatori provenienti dalla cantera basca. Molti sono i nomi importanti passati per questa squadra, per esempio Julio Salinas e Julen Guerrero tra i giocatori e Javier Clemente, José Ángel Iribar e Rafa Iriondo tra gli allenatori. Ha militato nella Segunda División B, corrispondente al terzo livello del calcio spagnolo.
Il Baskonia è, a livello d’importanza, la seconda squadra affiliata all’Athletic Club. Rappresenta spesso il primo gradino per i giovani che emergono dalla cantera, da cui poi passare al livello successivo rappresentato dal Bilbao Athletic. Ha militato nella Tercera División, quarto livello del campionato spagnolo.
L’Athletic Club Emakumeen Futbol Taldea è la sezione femminile del club. Fondata nel 2002 in seguito alla fusione con il Leioa EFT, nella stagione 2013-2014 gioca nella Superliga Femenina, il massimo campionato del calcio femminile spagnolo. È la squadra più titolata, con quattro campionati vinti.
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Fababy

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Fababy, de son vrai nom Fabrice Ayékoué, né le 24 janvier 1988 à Paris, est un rappeur et chanteur français, d’origine ivoirienne résidant dans le quartier du Pavé neuf à Noisy-le-Grand, en Seine-Saint-Denis.
En 2013, Fababy publie son premier album, Force du nombre, classé 19e des meilleures ventes d’albums en France, et bien accueilli par la presse spécialisée. En 2014, Fababy est associé au quatuor Team BS (équipe Banlieue Sale) formé autour de La Fouine avec en outre Sindy et Sultan. Un album éponyme est publié en février 2014. En mars 2016, il publie son deuxième album solo, Ange et Démon, sur lequel se retrouvent le single Love d’un voyou en featuring avec la chanteuse Aya Nakamura

Il commence sa carrière sous le nom de FAB, et fait alors partie du collectif Lyrical Bitume, qui ne publie cependant jamais de projet officiel. Commençant l’aventure solo, il publie en 2008 sa première net-tape, en téléchargement gratuit sur le net, intitulée Entre 2 Mondes, dans laquelle figure Cicatrice du Bitume, morceau très personnel et triste qui l’a mis en avant pour la première fois. Toujours en 2008, Fababy rencontre le rappeur Despo Rutti, et apparait avec lui dans une vidéo freestyle intitulée La Saint-Valentin en featuring avec La Batte de Baseball, diffusée le 14 février 2010, où il utilise le surnom de F.A.B. La vidéo est vue plus de 30 000 fois. Il participe ensuite aux côtés de Rutti à l’émission de radio Planète Rap sur Skyrock, pour promouvoir l’album de Rutti Conviction suicidaire. Sous le surnom de Fababy, il enregistre la chanson Dans nos yeux sur l’album de compilation rap Cosa Nostra de Juston Records, qui est lancé le 1er mars 2010. Lors de la promotion de l’album Cosa Nostra, il interprète la chanson au nouveau Casino de Paris.
Fababy sa première chanson solo intitulée, Fuck l’amour le 14 février 2011, un an après sa première vidéo de groupe. Il participe aussi à l’album rap Biography of Seven, et sort un clip, L’état nous baratine, le 31 mars 2011 en collaboration avec l’artiste français Seven. Peu après, il publie un autre clip Crie 93 exclusivement diffusé sur le site web Booska-p consacré au rap. Fababy signe ensuite avec le label Banlieue Sale, produit par le rappeur français La Fouine. Fababy contribue à trois reprises dans l’album Capitale du Crime Vol. 3 de La Fouine sur les chansons J’arrive en balle , C’est bien, et Jalousie. Sa collaboration Symphonie des Chargeurs Vol. 1 est sortie le 27 février 2012 et inclus les chansons La symphonie des chargeurs, Du mal à dire, Avec la haine et Problème, remarquée par la critique .
En 2013, Fababy publie son premier album, Force du nombre, classé 19e des meilleures ventes d’albums en France. Bien accueilli par la presse spécialisée,,, une émission de France Ô lui est consacrée et des interviews,,.
En 2014, Fababy est associé au quatuor Team BS (équipe Banlieue Sale) formé autour de La Fouine avec en outre Sindy (candidate Popstars 2013) et Sultan. Un album éponyme est publié le 24 février 2014 ; la critique remarque que les paroles de Fababy sont plutôt sages. À l’occasion de cette sortie, il est interviewé sur Canal+. Cet album atteint la 5e place des classements en France. Il est certifié disque d’or le 19 septembre 2014,,,,,.
Il participe alors à des concerts,. Quelques jours avant la sortie de son second album solo, Ange et Démon, une photo de lui fuite sur internet, où Fababy est nu sous la douche. Cela intervient quelques semaines après qu’il se soit fait piraté son compte Snapchat. Le rappeur Booba partage de suite cette photo sur son compte Instagram, ce qui crée une polémique et favorise de nombreux montages sur les réseaux sociaux.
Il annonce sur Facebook, le 9 mars 2016, qu’il est nommé directeur artistique dans le label Barclay Millenium. Le 11 mars 2016, il publie son deuxième album solo, Ange et Démon, sur lequel se retrouvent le single Love d’un voyou en featuring avec la chanteuse Aya Nakamura. Dans la foulée de cet album, Fababy annonce sur Facebook la sortie prochaine d’un projet de musiques afros, orchestré par le premier single Physio, en featuring avec KeBlack et Naza, dévoilé durant le Planète Rap de son album Ange et Démon.

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Kardemir Karabükspor

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Kardemir Demir Çelik Karabükspor – jest tureckim klubem piłkarskim z siedzibą w Karabük.

Kardemir Demir Çelik Karabükspor został założony 1969 , jednak korzenie jego sięgają 1938 i klubu D.Ç. Gençlik Kulübü. W 1969 klub przystąpił do rozgrywek trzeciej ligi i występował w niej do 1972, kiedy to awansował do drugiej ligi. Pobyt w drugiej lidze trwał tylko sezon. Po roku pobytu w 3. lidze klub powrócił do 2. ligi w 1974 i występował w niej (z krótką przerwą latach 1983-1984) do 1993, kiedy to pierwszy raz w historii Karabükspor awansował do pierwszej ligi.
Karabükspor w debiutanckim sezonie zajął 14. miejsce i opuścił szeregi pierwszoligowców. Kolejny raz do pierwszej ligi klub awansował w 1997. W sezonie 1997-98 klub zajął wysokie 9. miejsce, jednak w następnym sezonie Karabükspor zajął ostatnie – 18. miejsce w lidze i został zdegradowany do 2. ligi. W 2001 klub po raz kolejny został zdegradowany, tym razem do 3. ligi. Do drugiej ligi Karabükspor powrócił w 2008, a do Süper Lig w 2010. W pierwszym sezonie po powrocie Karabükspor zajął 9. miejsce.

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Ordu-Giresun Airport

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IATA: OGU – ICAO: LTCB
Ordu-Giresun Airport (IATA: OGU, ICAO: LTCB) (Turkish: Ordu-Giresun Havalimanı) is an airport on an artificial island just off the coast of Gülyalı, a town in Ordu Province, Turkey and Piraziz, a town in Giresun Province, Turkey. It is located 19 km (12 mi) away from Ordu and 25 km (16 mi) from Giresun city centres. It is the third artificial island airport in the world.
The idea for an airport on an artificial island for the two Black Sea provinces was first conceived in 1992. The construction work was started in 1994. However, due to high costs, the project came to a halt shortly afterward. The government took a second airport project into consideration, and plans were worked out between 2008 and 2010. The project started on 13 July 2011. The opening of the airport for traffic took place on 22 May 2015. The airport is on a reclaimed land from sea in Gülyalı. About 30 million tons of rocks were used for the artificial island. It has a 3,000 m × 45 m (9,843 ft × 148 ft) runway, a 240 m × 120 m (790 ft × 390 ft) airport apron, a 250 m × 24 m (820 ft × 79 ft) taxiway, a 20,000 m2 (220,000 sq ft) terminal building as well as 16,500 m2 (178,000 sq ft) technical service and air traffic control building.
The airport’s construction cost 290 million (US $128.5 million). It is expected to serve about 2 million passengers annually for the two provinces Ordu and Giresun, which have a total population of 1.2 million.

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Shotgate

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Coordinates: 51°36′29″N 0°33′07″E / 51.6080°N 0.5520°E / 51.6080; 0.5520
Shotgate is a civil parish and village in Essex, England. On 1 April 2007, Shotgate became the first area of Wickford to have a Parish Council.

Mid-Iron Age pottery found at Shotgate Farm shows that the area was inhabited in 300 BC. In Roman times, a road ran from Ilford to Latchingdon through here. In the Saxon period commonhold land was often sliced into parallel strips known as ‘Sceats’. This is the origin of the ‘Shot’ part of Shotgate, which has nothing to do with shooting or hunting. The Domesday Book of 1086 lists four farmsteads in Wickford, one of which was probably on the site of Shotgate. By 1300 this is listed as Ames or Aimes Farm. By 1540 the Rede family owned the farm, and one of its members, Elizabeth, emigrated to America to marry the son of the governor of Massachusetts, and is an ancestor of both former US president George Bush Jr and presidential contender John Kerry. In 1663, Turnpike (Toll) roads appeared in England, and one ran from Shenfield to Rayleigh until 1866 along the Old Southend Road, after which it was turned over to the Rochford Highway Board. During this period (1747), the Sharpe family renamed the Ames Farm as Shotgate Farm. Perhaps this indicated the existence of a tollgate at the Wickford / Rawreth boundary. During this period an inn, the King’s Head, stood near present-day Oak Avenue. In 1907, houses were built as part of the `Plotlands’ initiative in Enfield Road and Oak Avenue. In 1921, the Archer family bought Shot Farm, and in 1927 sold land for development. This led to the foundation of modern-day Shotgate, consisting of Bruce Grove, 1st to 5th avenues and the shopping parades. In 1989, the village was greatly expanded by the Hodgsons Way Industrial Estate and housing estates, so named after the WW2 RAF Pilot Officer William Henry Hodgson, who was shot down but managed to ditch his Hurricane aircraft avoiding the houses of the Shotgate estate.
The sign is located next to the Southend Road (A129), it is made up of various symbols; Gate, Wheatsheaf, Archer, River, Hurricane.
Before the idea for a community hall had been conceived, many different groups were meeting on a regular basis in Shotgate. These included:
Amongst the groups it was decided that a communal building would be needed for the village. A committee was formed and started to raise funds. This included a weekly collection of 6d (2½p) from each household, as well as from fetes and waste paper collections.
A plot of land in Bruce Grove was to be auctioned in 1952 and a request was made to the Urban District Council to reserve it for the committees. The land was purchased for £325.00 in 1955. A building sub-committee was formed to facilitate the building works. The hall was opened, free of debt, on Saturday 8 November 1958 by councillor Tanswell, the then Chairman of Basildon Council.
Some of the materials used in the construction of the building were reclaimed such as the wooden wall panelling which was from a public house in the East End of London and the flooring was from American pre-fabricated buildings. The doors came from Fred’s Scrap Yard (now known as Fred’s (F.H. Ives) Timber Yard).
The committee raised £1200, and with further grants from the Ministry of Education (United Kingdom) for £1218 a grand total of £2418 was reached. The hall would have cost more than this to construct had it not have been for the free labour given by local volunteers.
The hall has been extended and refurbished several times since being built originally with the most recent being in 2007 when a disabled toilet was added.
The hall is, to this day, still free from debt. It is run by the Shotgate Community Association and funded by the monies raised from hiring out the hall, membership fees and donations. It is not subsidised by the council or any other organisation.
There are two adjoining nature reserves. Shotgate Thickets form the northern part of this reserve, which is owned by the Essex Wildlife Trust. The southern part of the reserve is owned by Basildon Borough Council and is named Giddings Copse, in memory of the co-founder and ex-Chairman of the Wickford Wildlife Society – Phil Giddings. The reserve is situated on both sides of the tidal River Crouch which is narrow at this point. It consists of a remnant of old oak woodland on the south side, and thorn thickets, rough grassland and large ponds on the north side. With the adjoining river banks and railway embankment this small area has a surprising diversity of habitats and, consequently, of wildlife.

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Arnim Dahl

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Arnim Dahl (* 12. März 1922 in Stettin; † 3. August 1998 in Wedel) war ein deutscher Stuntman.

Sein Vater Hermann Dahl war ehemaliger deutscher Meister im Kunstspringen, seine Mutter war Leichtathletin. Arnim Dahl wurde bereits 1938 deutscher Jugendmeister im Kunstspringen. Vom Stettiner Stadtgymnasium ging er ohne Abschluss ab und machte dann eine Zimmermanns- und Maurerlehre. Nach dem Kriegsdienst im Zweiten Weltkrieg trat Dahl bereits 1946 in Hamburg als Clown und Zirkusartist auf. Dabei zeigte er bereits eine Vorliebe für waghalsige Drahtseilakte, die ihn später berühmt machen sollten. Ab 1949 trat Dahl als Sensationsdarsteller auch in Filmproduktionen auf. 1952 engagierte ihn der Regisseur Kurt Hoffmann für seine Komödie Klettermaxe als Stuntdouble des Hauptdarstellers Albert Lieven sowie gleichzeitig von dessen Gegenspieler. Von da an gehörte Dahl als erster Stuntman des deutschen Films zu den Filmstars der Nachkriegszeit. In etwa 40 Produktionen machte er die Stunts für Filmstars wie Heinz Rühmann, Curd Jürgens und Kirk Douglas.
1959 wurde er durch einen spektakulären Stunt auch international bekannt, als er auf dem Dachgeländer des Empire State Buildings in New York einen Handstand machte. Nicht weniger Aufsehen fand sein Sprung von einem 47 Meter hohen Kran in das Hafenbecken von Wilhelmshaven, bei dem er sich die Wirbelsäule brach und ein Jahr im Krankenhaus verbringen musste. In seiner Zeit als Stuntman und Sensationsdarsteller erlitt Dahl insgesamt mehr als 100 Knochenbrüche. Für kurze Zeit fand Dahl Anfang der 1960er Jahre auch Beschäftigung beim Fernsehen als Moderator von Kinder- und Jugendsendungen wie Sport-Spiel-Spannung und Spiel ohne Grenzen. 1992 zog er sich mit 70 Jahren ins Privatleben zurück.
Arnim Dahl starb am 3. August 1998 in Wedel an den Folgen einer Krebserkrankung. Er ist auf dem Friedhof in Holm (Kreis Pinneberg) bestattet. Dahls Nachlass wurde im November 1998 dem Deutschen Filmmuseum in Frankfurt am Main übergeben, darunter Filmaufnahmen seiner Stunts sowie seine Stuntman-Utensilien.
Lieber 10 Minuten Angst als einen Monat arbeiten. (Motto)

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Mishmeret Tzniyut

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In Israel, a mishmeret tzniyut (Hebrew: משמרת צניעות; also tzniyut patrol, modesty squad, chastity squad) is the name given to vigilante gangs which act to enforce a code of modesty among the Haredi public through violence and intimidation.
Such groups are said to operate in several predominantly Haredi communities in Israel. Alleged members of modesty patrols have been arrested by the Israel Police, and at least one has been sentenced to prison for assault. Within the Haredi public, both support for and opposition to modesty patrols has been reported. According to Haaretz, some violent incidents attributed to modesty patrols may be linked to the Committee for Preserving Our Camp’s Purity, a Haredi organization in Jerusalem headed by Rabbi Yitzhak Meir Shpernovitz. Shpernovitz himself has stated that modesty patrols are a journalistic myth and do not exist. During the trial of Nechemya Weberman in New York, on charges of child abuse, media sources reported on the communal role played by chasidic “modesty committees” in communities like Williamsburg, Borough Park and Kiryas Joel. These groups were said to have originated years previously, and were set up to guard the “purity” of the community by enforcing strict dress and behavior codes that characterize the insular chasidic lifestyle. But, according to The Jewish Week, ‘insiders say, the tactics of these self-appointed, freelance modesty patrols have evolved from public shaming to extortion and threats.’

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Icosidodecahedron

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In geometry, an icosidodecahedron is a polyhedron with twenty triangular faces and twelve pentagonal faces. An icosidodecahedron has 30 identical vertices, with two triangles and two pentagons meeting at each, and 60 identical edges, each separating a triangle from a pentagon. As such it is one of the Archimedean solids and more particularly, a quasiregular polyhedron.
An icosidodecahedron has icosahedral symmetry, and its first stellation is the compound of a dodecahedron and its dual icosahedron, with the vertices of the icosahedron located at the midpoints of the edges of either.
Its dual polyhedron is the rhombic triacontahedron. An icosidodecahedron can be split along any of six planes to form a pair of pentagonal rotundae, which belong among the Johnson solids.
The icosidodecahedron can be considered a pentagonal gyrobirotunda, as a combination of two rotundae (compare pentagonal orthobirotunda, one of the Johnson solids). In this form its symmetry is D5d, [10,2+], (2*5), order 20.
The wire-frame figure of the icosidodecahedron consists of six flat regular decagons, meeting in pairs at each of the 30 vertices.

Convenient Cartesian coordinates for the vertices of an icosidodecahedron with unit edges are given by the even permutations of:
where ϕ is the golden ratio, (1+√5)/2.
The icosidodecahedron has four special orthogonal projections, centered on a vertex, an edge, a triangular face, and a pentagonal face. The last two correspond to the A2 and H2 Coxeter planes.
The surface area A and the volume V of the icosidodecahedron of edge length a are:
The icosidodecahedron can also be represented as a spherical tiling, and projected onto the plane via a stereographic projection. This projection is conformal, preserving angles but not areas or lengths. Straight lines on the sphere are projected as circular arcs on the plane.
The icosidodecahedron is a rectified dodecahedron and also a rectified icosahedron, existing as the full-edge truncation between these regular solids.
The icosidodecahedron contains 12 pentagons of the dodecahedron and 20 triangles of the icosahedron:
The icosidodecahedron exists in a sequence of symmetries of quasiregular polyhedra and tilings with vertex configurations (3.n)2, progressing from tilings of the sphere to the Euclidean plane and into the hyperbolic plane. With orbifold notation symmetry of *n32 all of these tilings are wythoff construction within a fundamental domain of symmetry, with generator points at the right angle corner of the domain.
The icosidodecahedron is related to the Johnson solid called a pentagonal orthobirotunda created by two pentagonal rotunda connected as mirror images. The icosidodecahedron can therefore be called a pentagonal gyrobirotunda with the gyration between top and bottom halves.
Eight uniform star polyhedra share the same vertex arrangement. Of these, two also share the same edge arrangement: the small icosihemidodecahedron (having the triangular faces in common), and the small dodecahemidodecahedron (having the pentagonal faces in common). The vertex arrangement is also shared with the compounds of five octahedra and of five tetrahemihexahedra.
In four-dimensional geometry the icosidodecahedron appears in the regular 600-cell as the equatorial slice that belongs to the vertex-first passage of the 600-cell through 3D space. In other words: the 30 vertices of the 600-cell which lie at arc distances of 90 degrees on its circumscribed hypersphere from a pair of opposite vertices, are the vertices of an icosidodecahedron. The wire frame figure of the 600-cell consists of 72 flat regular decagons. Six of these are the equatorial decagons to a pair of opposite vertices. They are precisely the six decagons which form the wire frame figure of the icosidodecahedron.
In the mathematical field of graph theory, a icosidodecahedral graph is the graph of vertices and edges of the icosidodecahedron, one of the Archimedean solids. It has 30 vertices and 60 edges, and is a quartic graph Archimedean graph.
Truncated tetrahedron
Truncated cube
Truncated octahedron
Truncated dodecahedron
Truncated icosahedron
Cuboctahedron
Icosidodecahedron
Truncated cuboctahedron
Rhombi- cuboctahedron
Snub cube
Truncated icosidodecahedron
Rhombicosi- dodecahedron
Snub dodecahedron

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