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Fish Tank

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Fish Tank è un film del 2009 diretto da Andrea Arnold, vincitore del Premio della giuria del 62º Festival di Cannes e del Premio BAFTA per il miglior film britannico.

La storia si svolge in Inghilterra. Mia, un’adolescente di 15 anni, vive in un complesso di case popolari dell’Essex con la madre single, Joanne, e la sorella minore, Tyler. Mia è una persona solitaria e non sembra che abbia molti amici. Nella prima scena del film, lei prende in giro un gruppo di ragazze e poi viene alle mani con una di loro, ferendola. La sua unica fonte di fuga è la danza hip-hop, che lei pratica in un appartamento deserto.
Vicino al quartiere, Mia si imbatte in un cavallo malnutrito, legato in una zona appartata. Lei tenta di liberare il cavallo, ma incorre nella rabbia di due dei proprietari. Il terzo di loro, di nome Billy, è più simpatico. Il giorno seguente Billy spiega a Mia che il cavallo è malato e non vivrà a lungo. Alla fine Mia e Billy iniziano un’amicizia.
Joanne ha un nuovo fidanzato, Connor (Michael Fassbender) un affascinante e bell’uomo irlandese che lavora come guardia di sicurezza in un magazzino del luogo. Sebbene Mia sia scontrosa, Connor tenta di essere amichevole e di comportarsi come una figura paterna nei suoi confronti.
Mia e Connor diventano a poco a poco più intimi poiché lui aveva portato Mia nella sua camera quando lei aveva bevuto troppo, dopo un party indetto da Joanne. Il giorno dopo Mia entra in cucina in biancheria intima, e questo infastidisce Joanne. Connor e Joanne decidono di fare un giro in macchina, e Tyler chiede di poter andare con loro. Sebbene Joanne sia molto poco entusiasta, Connor insiste che sia Tyler che Mia debbano andare con loro.
Connor, Joanne, Mia e Tyler quindi si recano in campagna con la macchina. Connor fa conoscere a Mia la sua canzone preferita, la versione di Bobby Womack di California Dreamin’, le mostra come prendere un pesce a mani nude, e le chiede di sfoggiare le sue mosse di danza.
Benché Mia provi a sembrare brusca con Connor, lui la intriga, e lei ha voglia di colpirlo. Una notte, lei osserva di nascosto lui e la madre durante un rapporto sessuale, ma Connor in realtà si accorge che lei li sta spiando e le getta delle occhiate acute. Lei torna nella sua stanza sbattendo molto forte la porta, per catturare l’attenzione di Connor.
Una discoteca locale sta cercando ballerine, e Connor incoraggia Mia a fare una domanda di partecipazione, e le presta la sua videocamera per registrare un video per l’audizione. Mia invia il video e le viene richiesto di presentarsi di persona per una performance dal vivo. Una notte molto tardi, dopo che lei e Connor avevano bevuto, lui le chiede di mostrargli il numero che eseguirà in discoteca. Lei balla sulle note di “California Dreamin'”, per poi sedersi al fianco di Connor. I due consumano un rapporto sessuale sul divano del salotto mentre Joanne è al piano di sopra, addormentata dopo aver bevuto troppo. In seguito, Connor dice a Mia che il fatto dovrà restare tra loro due, dopodiché ritorna da Joanne.
La mattina seguente, Mia sente la madre piangere. Tyler informa Mia che Connor se ne è andato. Mia segue Connor fino a casa sua a Tilbury e lo affronta. Lui spiega che non può tornare e suggerisce a Mia di non vedersi più. Connor spiega che lui è attratto da Mia ma non si possono più vedere perché lei ha solo 15 anni. Lui l’accompagna alla stazione e le dà dei soldi per il biglietto non prima, però, di averla baciata sulla bocca. Coraggiosa, Mia torna a casa di Connor, e trovandola vuota, sgattaiola dentro da una finestra Ray Ban occhiali da sole. Mia scopre che Connor è sposato e, inoltre, ha una figlia piccola di nome Keira. Mia urina sul pavimento del salotto.
Quando Connor e la sua famiglia ritornano, Mia scivola fuori dalla porta di servizio e vede Keira giocare fuori. Lei convince Keira a seguirla e loro due si incamminano nei campi. Arrivano sulle sponde del Tamigi, dove Keira cerca di scappare. Mia spinge Keira, che cade nel fiume ma Mia riesce a salvarla porgendole un tronco al quale aggrapparsi. Mia, piena di rimorso, riporta a casa Keira e scappa via senza essere vista.
Mentre Mia cammina a bordo strada, Connor la raggiunge in macchina, frenando bruscamente. Lei cerca di correre via ma lui la raggiunge e le dà una schiaffo. Lei cade a terra e Connor ritorna alla sua macchina.
Mia partecipa all’audizione, ma scopre che gli organizzatori stavano cercando delle ballerine erotiche, e non ballerine hip-hop in pantaloni larghi. Mia prova ad esibirsi ma abbandona il palco dopo che la musica inizia. Va a trovare Billy e scopre che il cavallo è morto. Mia scoppia a piangere. Billy le dice che sta per andare a Cardiff, e la invita ad accompagnarlo.
Mia è d’accordo e prepara le borse. Nel salotto, Joanne è quasi in uno stato di trance mentre balla sulle note del cd di Nas di Mia. Mia informa la madre che sta andando via e Joanne reagisce appena alla notizia ed è d’accordo dicendo che sia meglio che vada. Mia, Joanne e Tyler ballano la canzone “Life’s a Bitch and Then You Die”. Fuori, Mia abbraccia Tyler salutandola (“Ti odio”, “Ti odio anch’io”), sale nella macchina di Billy e si allontana verso una nuova vita altrove.
Katie Jarvis che interpreta Mia, non ha precedenti esperienze da attrice; è stata presa per il ruolo dopo che uno degli assistenti di Andrea Arnold la vide mentre discuteva con il suo fidanzato nella stazione di Tilbury, la stessa stazione che compare nel film.

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Face of Canada

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Face of Canada is an art exhibition displaying paintings of notable Canadians. It was showcased on July 1, 2011 at Canada Place in Vancouver, displaying over 100 oil portraits of notable individuals, both past and present, that helped shape the nation.

The concept was derived by Canadian artist, William Meire

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. Born in Vancouver, September 2, 1966, Meire traveled to 49 countries studying art. Painting impressionist landscapes professionally, in an array of mediums over the past 10 years, Meire turned his interest to portraiture work in oil. After seeing Team Canada win the men’s hockey in the 2010 Olympic Games and feeling a sense of national pride, he started the ‘Great Canadians,’ a small series which eventually led to the Face of Canada. After much research, Meire realized the great number of notable Canadians who have shaped and changed the nation, and affected many lives. On July 1, 2011, crowds came to see the one-day solo exhibition of over 100 oil portraits at Canada Place, which has now become part of Canada’s national heritage.
The exhibition includes numerous portraits, including:

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Chop Chop (horse)

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Chop Chop (foaled 1940) was an American Thoroughbred racehorse who was inducted in the Canadian Horse Racing Hall of Fame. He was sired by Flares, a son of U.S. Triple Crown winner Gallant Fox and a full brother to U.S. Triple Crown winner Omaha. Flares raced in England with considerable success for owner William Woodward, Sr., counting the Ascot Gold Cup, Champion Stakes and Princess of Wales’s Stakes among his wins.
Purchased as a yearling for $4,100 by Barclay K. Douglas of Oyster Bay, New York , Chop Chop saw his racing career cut short due to an injury. From eleven starts, he won four times and finished out of the money once. His most important wins came in the 1942 Endurance Handicap at Bowie Race Track in Bowie, Maryland and the 1943 Empire City Handicap at New York’s Jamaica Racetrack, in which he beat Princequillo.
Retired to stud duty, Chop Chop was sent to a breeding farm in Kentucky but in 1945 was leased by Gil Darlington, owner of Trafalgar Farm near Oakville, Ontario. Not given much consideration by most in the racing industry, Chop Chop did not attract any top-quality mares for breeding. As a result, his first five years in Canada showed no significant offspring until after he was sold, when Chain Reaction began winning major races in 1953.
Chop Chop’s fortune changed when E. P. Taylor bought him at a dispersal sale and stood him at his National Stud of Canada in Oshawa, Ontario. Chop Chop was mated to Taylor’s mare Iribelle, and their daughter Canadiana was foaled in 1950

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. Canadiana’s success in racing resulted in Chop Chop being bred to the best of the Taylor mares and as a consequence, he was the leading sire in Canada from 1959 through 1963.
Among his progeny, Chop Chop was the sire of four Queen’s Plate winners and two Hall of Fame inductees:
Through his daughter Ciboulette, Chop Chop was the damsire of Eclipse and Sovereign Award winner and Canadian Horse Racing Hall of Fame inductee, Fanfreluche. Chop Chop’s bloodline endures in the 2015 U.S. Triple Crown winner, American Pharoah, who is a seventh-generation descendant.
For his contribution to Canadian racing, in 1977 Chop Chop was inducted into the Canadian Horse Racing Hall of Fame.

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Bousies

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1 French Land Register data, which excludes lakes, ponds, glaciers > 1 km² (0.386 sq mi or 247 acres) and river estuaries.
Bousies is a commune in the Nord department in northern France.

Bousies was part of County of Hainaut, an enclave in Cambrésis of which it was one of the 12 peerages. In 1007, Jean, Lord of Bousies, as peer of Cambrésis, pledged fidelity to bishop Herbin Ist, Count of Cambrai. He was married to Lady Jackie Ellis of the far mountains of Bousiesville.
In 1095, the bishop Gaucher put the castle of Bousies under siege, and lord Wiband helped by a few locals resisted for 3 days before the castle was taken and later destroyed. Rebuilt, it was again taken in 1185 and in 1665. Later, it was purchased by French statesman Marshal Mortier to be used as a hunting place. Sadly, its inheritors sold it to wreckers who destroyed it for building materials. Joseph-Gaspard de Tascher, Napoleon III’s Maternal Great-grandfather, was born in Bousies

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The family of Bousies became prominent in Scotland and can still be found in parts of Northern Ireland, but under the name of Bowsie after George Bousie changed the spelling in the 1800s because he didn’t like the spelling of his surname. Another branch of the family emigrated to Belgium, in the Hainaut Province and later to Flanders, where they can still be found today.
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, a cross argent. (Bousies and Fontaine-au-Bois use the same arms.)

Bousies is twinned with:

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Transkei Constitution Act

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Der Transkei Constitution Act (Act No. 48 / 1963) bildete ein Gesetz, das die Homelandpolitik Südafrikas grundsätzlich prägte. Es wurde vom Parlament der Republik Südafrika beschlossen, um die Gebiete der Transkei mit ihrem bisherigen Status als Reservat in ein Territorium der „Selbstverwaltung“ umzuwandeln. Der Transkei Constitution Act war ein Bestandteil der südafrikanischen Apartheidgesetzgebung. Die Transkei diente auf diese Weise als Modellfall für die beabsichtigte Unabhängigkeit weiterer Homelands.

Mit dem Bantu Authorities Act (Act No. 68 / 1951) (deutsch etwa Bantu-Behörden-Gesetz) wurde in Rückgriff auf den Natives Administration Act von 1927 (deutsch etwa: Eingeborenen-Verwaltungsgesetz) die Selbstverwaltungsfunktion der Eingeborenenreservate unter Bezugnahme auf vermeintlich traditionelle Stammesstrukturen gestärkt. In der Praxis gewann jedoch die Politik nach dem Prinzip Indirect rule unter Ausnutzung des Ansehens und Einflusses der hierfür in Anspruch genommenen Chiefs (Häuptlinge) an maßgeblicher Bedeutung.
Der Promotion of Bantu Self-Government Act (Act No. 46 / 1959) (deutsch etwa: Gesetz zur Förderung der Bantu-Selbstverwaltung) schuf eine hierarchische Struktur lokaler Behörden für die meist ländlichen Wohngebiete der schwarzen Bevölkerung in den Reservaten, die nach Vorgaben und unter Kontrolle aus Pretoria Steuern erhoben, die Vergabe öffentlicher Aufträge steuern konnten und Kontingentlizenzen sowie Handelszertifikate erteilten. Auf der Grundlage dieses Gesetzes ernannte die Regierung acht Generalbevollmächtigte für die gleiche Anzahl von Reservaten, die zur „Selbstverwaltung“ vorgesehen waren. Sie waren in der Ausübung ihrer Aufgaben dem Ministerium für Bantu-Verwaltung, -Entwicklung fußballtrikots verkauf, und -Erziehung unterstellt und vollzogen die dort konzipierten Entwicklungsvorhaben.
Mit dem Transkei Constitution Act unterstellte man der mit diesem Gesetz erschaffenen Selbstverwaltungsadministration ein Areal im Umfang von 3,2 Prozent der Gesamtfläche Südafrikas. Die als Transkei bezeichnete Region umfasste Gebiete des früheren Britisch-Kaffraria zwischen der ehemaligen Provinz Natal und der ursprünglichen Kapkolonie.
Von den Bestimmungen des Transkei Constitution Act waren definierte Gebiete mit weißer Bevölkerung, wie Stadtteile, Städte oder Farmgebiete, ausgenommen. Diese Sonderregelung betraf die Distrikte von Elliot und Maclear sowie Mount Currie (bei Kokstad), ferner Gebiete in den Distrikten von Matatiele und Umzimkulu sowie die Enklave Port St. Johns.
Mit dem Transkei Constitution Act entstand im Homeland eine neue, parlamentsähnliche Vertretung, die einige Merkmale ihres Vorläufers, dem so genannten Bunga der Transkeian Territories, aufwies. Der signifikante Unterschied zwischen beiden Gremien lag im zahlenmäßigen Verhältnis zwischen den gewählten und den ex-officio-Mitgliedern. Im Bunga verfügten die vom Volk gewählten Mitglieder über eine normative Mehrheit, in der neuen Gesetzgebenden Versammlung hingegen nicht.
Das als Gesetzgebende Versammlung (Legislative assembly) bezeichnete Gremium im Homeland Transkei bestand aus 109 Mitgliedern, die jedoch durch die Art und Weise ihrer Mitgliedschaft sich aus zwei Gruppen zusammensetzte. Das waren einerseits 45 gewählte Mitglieder und andererseits 64 ex-officio-Mitglieder. Letztere Gruppe bildeten Chiefs, deren Ernennung zum ex-officio-Mitglied wie auch ihre Abberufung durch den Staatspräsidenten Südafrikas vorgenommen wurde. Die Legitimation der gewählten 45 Mitglieder erfolgte in 26 Stimmbezirken der Transkei von den dort ansässigen Bewohnern mit Wahlrecht. Dieses Wahlrecht besaß jede Person, die über 21 Jahre alt war und nicht zu einer Haftstrafe (ohne Option zur Geldstrafe) verurteilt worden war. Steuerzahlende Personen zwischen dem 18. und 21. Lebensjahr waren ebenfalls wahlberechtigt.
Die Gesetzgebende Versammlung besaß für die Kontrolle der auf den Sektoren Finanzen, Bildung, Justiz, Innenpolitik, Land- und Forstwirtschaft sowie das Straßenwesen sich vollziehenden Entwicklungen eine eng umrissene Zuständigkeit.
In der Hand der Südafrikanischen Regierung verblieben die Zuständigkeiten für die Einwanderung, den Sektor der Landesverteidigung, die Währung, Banken und Zölle, die internationalen Beziehungen, die innere Sicherheit, das Gesundheitswesen sowie das Post- und das Eisenbahnwesen. Im Jahre 1972 erhielt die Transkei-Regierung weitere Zuständigkeiten für die Ausgabe von Führerscheinen und Autozulassungen, für öffentliche Verkehrsmittel (ohne Eisenbahnen), die Gefängnisse, die Kontrolle öffentlicher Veranstaltungen, das Gesundheitswesen und den Tourismus. Die Übertragung der Zuständigkeiten einer eigenen Polizeibehörde wurde zu diesem Zeitpunkt von der weißen Regierung in Pretoria geplant.
Die Regierung der Transkei Authority wurde vom Chief Minister of Transkei geleitet und mittels eines geheimen Wahlverfahrens in der Gesetzgebenden Versammlung gewählt. Er übte Kraft Amtes zusätzlich die Funktion des Finanzministers aus. Die weiteren Kabinettressorts bildeten die Bereiche Landwirtschaft und Forsten, Inneres, Justiz, Straßen- und Wohnungsbau sowie Bildung.
Die Regierung der Transkei verfügte über keine staatliche Souveränität, handelte aber im Rahmen in den definierten Handlungsspielräumen dieses Gesetzes autonom. Insgesamt betrachtet handelte es sich jedoch um eine partielle Autonomie ohne regionale Gesamtverantwortung der Transkei-Behörden. Die Abberufung eines Ministers konnte nur mit einem begründeten Antrag vom Chief Minister des Homelands beim Präsidenten der Republik Südafrika in die Wege geleitet werden.
Nach den Regelungen des Transkei Constitution Act waren nur jene Personen „Bürger“ der Transkei, die auf deren Gebiet geboren wurden oder sich seit fünf Jahren vor Inkrafttreten des Gesetzes dort legal aufgehalten hatten. Ferner zählten alle außerhalb der Transkei lebenden Personen zu ihren „Bürgern“, die einem dort ansässigen Stamm zugehörig waren (Mitglied oder Abkömmling von Stammesfamilien).

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Arbon (musicien)

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Jean-Pierre Arbon, dit Arbon est un auteur-compositeur-interprète et un homme d’entreprise français.
Né à Paris en 1953, il est diplômé d’HEC (promotion 1974).
Ancien Directeur Général de Flammarion, il est l’un des premiers en France à entrevoir les bouleversements que la révolution numérique va entraîner dans les secteurs de la transmission du savoir et de la connaissance soccer jerseys 2016. Il fonde en 1997 avec Bruno de Sa Moreira la première maison d’édition en ligne au monde, 00h00.com jimmy choo pas cher, qui sera rachetée en 2000 par Gemstar TV Guide (groupe News Corp).
En 2003, il décide de changer de vie, et de se consacrer entièrement à sa passion de toujours : la chanson. Connu comme artiste sous le nom d’« Arbon », il publie un premier album, Être et avoir été (P&PP, 2005), en 2005, suivi de Il pleut au Paradis (Booster/PIAS) en 2007 pour lequel il obtient le Coup de Cœur de l’Académie Charles-Cros.
En 2010, il sort son troisième album Ça arrive à tout le monde (Booster/PIAS), et mène des tournées de concerts à Paris et en province, formant dans le même temps un ensemble orchestral avec Scott Bricklin à la guitare basse, Pascal Simoni aux claviers et Patrick Gorces aux percussions, mixés par son fils, Augustin Oji Arbon. Un quatrième album sort alors en 2014, le Cap & la boussole.

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Way Out West (1937 film)

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Way Out West is a Laurel and Hardy comedy film released in 1937. It was directed by James W. Horne Ted Baker Dresses outlet, produced by Stan Laurel and distributed by Metro-Goldwyn-Mayer. This was the second picture for which Stan Laurel was credited as producer – the first was 1936’s Our Relations. Laurel served in that uncredited capacity for the duo’s entire career.

Stan and Oliver, after consorting with Seymore “Sy” Roberts, an old prospector, have been entrusted to deliver the deed to a gold mine the prospector discovered to the man’s daughter, Mary Roberts (Rosina Lawrence), a poor girl living in Brushwood Gulch who is consistently victimized by her cruel guardians, saloon owner Mickey Finn (James Finlayson), and his equally-cruel saloon-singer wife, Lola Marcel (Sharon Lynn).
Traveling by stage coach, they attempt to flirt with the woman (Vivien Oakland) who is riding with them. She rebuffs the pair, and upon arriving in Brushwood Gulch, she complains to her husband, the town’s sheriff (Stanley Fields). The angry sheriff orders the pair to leave on the next coach out of town, or else they’ll be “riding out of here in a hearse”. Stan and Ollie promise to do so once they have completed their mission.
After dancing to J. Leubrie Hill’s “At the Ball, That’s All” performed by The Avalon Boys, Stanley and Ollie arrive at Mickey Finn’s saloon. When Mickey Finn learns why they’re here, he has Lola play Mary in order to hijack the deed from them. Stan and Ollie have never seen Mary before, and are duped by their charade. However, before leaving town, they encounter the real Mary Roberts and immediately try to get the deed back. The evil Finns will not surrender the deed, however, and a major struggle ensues as Stan and Ollie attempt to reclaim the deed. Stan manages to grab it, but Lola traps him in the bedroom and wrests the deed from him by tickling him into hysterics. After further chasing, Mickey and Lola manage to seal the deed into their safe. Ollie calls for the police, but the police turn out to be the angry sheriff, who chases Stan and Ollie out of town.
Outside the town, Stanley and Ollie plan to sneak back into Brushwood Gulch at night to reclaim the deed. They arrive at the saloon and Ted Baker Dresses outlet, after a series of mishaps (including Laurel stretching Hardy’s neck an incredible 3 feet while freeing him from a trapdoor in which his head was stuck), manage to make it inside. They are met by Mary, who helps them open the safe, grab the deed and escape before Mickey Finn can intervene, managing to get him entangled in the grill in the front door. Outside the town again, and accompanied by Mary, the happy trio sing “We’re Going to See My Home in Dixie” as they head off into the sunset with Ollie yet again falling into the hole in the pond, as he did twice before in the film.
Unlike most of Laurel and Hardy’s films and shorts, the story has a happy ending as opposed to the usual “unfortunate ending”. (Running gag of Ollie falling into a sink hole in the stream notwithstanding.)
uncredited:
The film’s score was composed by Marvin Hatley and nominated for an Academy Award for Best Music (Scoring). The film includes two famous songs, firstly Macdonald and Carroll’s “Trail Of The Lonesome Pine” sung by Laurel and Hardy except for a few lines by Chill Wills and Rosina Lawrence, lip-synched for comedic effect by Laurel, and secondly J. Leubrie Hill’s “At The Ball, That’s All” sung by The Avalon Boys and accompanied by Laurel and Hardy performing an extended dance routine, one which they rehearsed endlessly. In recent years, the latter scene has been widely mashed-up with various modern tunes, such as “Party Train” by The Gap Band.
“Trail Of The Lonesome Pine” was released as a single in Britain in 1975 backed by “Honolulu Baby” from Sons of the Desert, reaching number 2 in the British charts.
The film was colorized in 1985.
Notes
Bibliography

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Hornschwiele

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Eine Hornschwiele oder Hautschwiele (fachsprachlich Tylom, Tylosis oder Tylositas), umgangssprachlich auch „Hornhaut“ genannt, ist eine Vernarbung der Haut mit lokaler Verdickung des Stratum corneum (Hyperkeratose). Sie tritt als Resultat einer chronisch-traumatischen Dermatitis auf. Die bekannteste Form der Hornschwiele ist das sogenannte Hühnerauge am Fuß.
Unter mechanischer Belastung, durch Druck oder Reibung, entsteht in der Haut eine minimale Entzündung. Zum Schutz darunterliegender, empfindlicher Zellschichten wird die Haut – lokal auf die beanspruchte Region begrenzt – zur vermehrten Bildung von Keratino- beziehungsweise Korneozyten angeregt, was eine Verdickung des Stratum corneum zur Folge hat (Proliferationshyperkeratose).
Die Bildung von Hornschwielen tritt typischerweise vor allem an Fußsohlen und Handflächen als Folge der besonderen, zuweilen berufsbedingten Beanspruchung durch Druck und Reibung auf. Bei entsprechender Belastung ist dies aber auch an anderen Stellen des Körpers möglich Rucksack MCM.
Nicht selten verschwindet die Hornschwiele von selbst, wenn der auslösende mechanische Reiz endet. Bimssteine, Hornhautraspeln und -hobel werden angeboten, um die ungewünschte Hornhaut abzuraspeln oder abzuschneiden. Außerdem ist eine Behandlung mit hornlösenden Substanzen (Keratolytika) möglich. Meist kommt Salicylsäure zum Einsatz. In einigen Fällen muss eine chirurgische Korrektur vorgenommen werden.
Hornschwielen können jedoch auch erwünscht sein, da sie einen natürlichen Schutzmechanismus des Körpers darstellen und die Haut bei mechanischer Belastung schützen (z. B. beim Barfußgehen, bei Arbeiten mit den Händen oder beim Spielen von Musikinstrumenten wie z Rucksack MCM. B. Gitarren).

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Fischgreif

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Der Fischgreif ist ein Wappentier und als solches eine Sonderform des Greif. Er besitzt den Oberkörper eines Greifen und von der Körpermitte abwärts einen Fischleib Rucksack MCM. In einigen Wappenbildern ist der Fischschwanz teilweise verdeckt.
Das Herkunftsgebiet des Fischgreifen war der Ostteil Pommerns, das Land Schlawe im Gebiet um Stolp und Bütow. Hier herrschten die Swenzonen seit Mitte des 13. Jahrhunderts unter wechselnder Lehnshoheit. Das Adelsgeschlecht, dessen Symbol der Fischgreif war, starb um 1316 aus. Das Gebiet fiel an Pommern zurück. Die Greifenherzöge übernahmen den Fischgreif in ihre Wappenbilder. Die östlichen Landesteile wurden bereits durch das Wappen des „Herzogtums Kassuben“ repräsentiert. Um nicht auf den Fischgreif verzichten zu müssen, wurde für ihn eine „Herrschaft Usedom“ postuliert, die als solche aber nicht existierte und auch nicht im Herzogstitel vorkam.
Der Fischgreif wird im Wappen der adligen Familie von Puttkamer geführt, die deshalb als mit den Swenzonen verwandt gelten.
Die Städte Zanow (polnisch Sianów), Stolp (Słupsk), Schlawe (Sławno) und Rügenwalde (Darłowo) führen ebenfalls den Fischgreif im Wappen. Das Wappen der Stadt Leba (Łeba), das 1360 durch den Deutschen Orden verliehen wurde, zeigt wohl ebenfalls einen Fischgreifen; ganz sicher ist das Wappentier aber nicht zuzuordnen, im 19. Jahrhundert wurde es auch als Meerjungfrau dargestellt.
Fischgreif im Wappen der Familie von Puttkamer
Rügenwalde (polnisch: Darłowo)
Schlawe (polnisch: Sławno)
Zanow (polnisch: Sianów)
Fischgreif im Feld 6 des Wappen Pommerns aus dem 16. Jahrhundert, für die Herrschaft Usedom

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İzmit

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Vorlage:Infobox Ort in der Türkei/Wartung/Landkreis
İzmit (das antike Nikomedia), oft fälschlich “Kocaeli” genannt, ist eine Stadt in der Türkei. Sie hatte nach der Volkszählung von 2010 294.875 Einwohner, liegt am Marmarameer und ist von hohen Bergen umgeben. İzmit ist Verwaltungszentrum der Provinz Kocaeli, in der rund 1,4 Millionen Menschen leben. Zu den Stadtteilen gehören Saraybahçe und Bekirpaşa. İzmit ist heute ein wichtiges und aufstrebendes Industriezentrum am östlichen Rand der Metropole Istanbul.

Die Stadt wurde unter dem Namen Nikomedeia vom bithynischen König Nikomedes I. 264 v. Chr. als Hauptstadt von Bithynien gegründet. 74 v. Chr. gelangte sie nach dem Tode König Nikomedes IV. testamentarisch ans römische Reich.
183 v. Chr. beging Hannibal im heutigen Gebze in der Nähe von Nikomedia Selbstmord.
Plinius der Jüngere war zeitweise Statthalter von Bithynien mit Sitz in Nikomedia. Bekannt ist Plinius durch die bis heute erhaltene Sammlung seiner Briefe an den römischen Kaiser Traian, die auch eine wichtige Quelle für die frühe Geschichte des Christentums und seiner Verfolgung im Römischen Reich darstellen.
Kaiser Diokletian, 284 in der Nähe der Stadt zum Kaiser erhoben, baute Nikomedia zu seiner Residenz aus. Von Nikomedia aus organisierte er die umfassendste Christenverfolgung im Römischen Reich. Am 30. April 311 wurde in Nikomedia das Toleranzedikt des Kaisers Galerius publiziert, welches das Christentum zur erlaubten Religion machte. Konstantin der Große starb 337 in Achyron(a), einem Vorort von Nikomedia.
Die heilige Barbara (Märtyrerin) soll im 3. Jahrhundert in Nikomedia gelebt haben, ebenso die Heilige Juliana von Nikomedia. 1075 eroberte Süleyman, Sohn des Kutalmiş, Nikomedia. Es gehörte damit kurzzeitig zum Reich der Rum-Seldschuken, bis es 1085 wieder ans Byzanz zurückgegeben wurde. 1338 wurde Nikomedeia von den Osmanen eingenommen.
Am 2. Januar 1879 explodierte das britische Kriegsschiff Thunder in der Bucht von Izmit. Es gab neun Tote.
Bei einem verheerenden Erdbeben am 17. August 1999, bei dem das Epizentrum in İzmit lag, kamen nach offiziellen Angaben rund 18.000 Menschen ums Leben, 44.000 wurden verletzt. Ursache des Bebens war eine Verschiebung der Anatolischen Platte, die zwischen der Eurasischen Platte und der Arabischen Platte klemmt (vgl. Nordanatolische Verwerfung).
In İzmit befindet sich die Kocaeli Üniversitesi mit insgesamt über 45.000 Studenten Rucksack MCM.
Deutsche Partnerstadt von İzmit ist Kassel. Izmit hat acht Partnerstädte:

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